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L’affido condiviso vieta al genitore di trasferirsi senza il consenso dell’ex coniuge

Publicato il 02 dicembre 2013 by Marta Colombo

IMG_2901Molti genitori separati (soprattutto madri) anche su questo sito pongono la domanda: “ho un nuovo compagno, posso trasferirmi con lui in un’altra città lontana da dove vivo attualmente?”; oppure “ho trovato lavoro in un’altra città, posso portare con me i bambini?”.

A questa domanda ha dato recentemente una risposta la Cassazione, con la sentenza  n. 43292 del 23 Ottobre 2013.

Si tratta del caso di una donna separata che aveva deciso unilateramente di trasferirsi, insieme alla figlia piccola,  in Sicilia per cercare lavoro. Tuttavia il  Tribunale in sede di separazione aveva, in precedenza, stabilito la collocazione della bambina nell’ex abitazione coniugale (in provincia di Trento), concedendo al padre il diritto di visita alla figlia anche durante i giorni infrasettimanali.

La Legge n. 54/2006 che ha introdotto l’affido condiviso parla chiaramente di parità genitoriale e dell’obbligo di concordare le decisioni di maggiore importanza relative ai figli: è ovvio che il trasferimento in un’altra città  rientra nell’ambito delle scelte importanti per la vita dei figli e, quindi, si tratta di una scelta che non può essere fatta unilateralmente da un solo genitore.

La Cassazione con la citata sentenza n.43292/2013 ha affermato il principio in base al quale “l’elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che riguardi l’affidamento di minori può concretarsi in un qualunque comportamento da cui derivi la ‘frustrazione’ delle legittime pretese altrui, ivi compresi gli atteggiamenti di mero carattere omissivo, quando questi siano finalizzati ad ostacolare ed impedire di fatto l’esercizio del diritto di visita e di frequentazione della prole“.

Conseguentemente,  il trasferimento effettuato senza interpellare l’ex coniuge (o senza autorizzazione del Giudice) rientra fra le violazioni delle disposizioni del Tribunale sulla separazione e sull’affido condiviso.

In definitiva, se un genitore – in regime di affido condiviso – desidera trasferirsi altrove, occorre che abbia il consenso del coniuge o l’autorizzazione del Tribunale: altrimenti rischia che il Tribunale stesso modifichi il collocamento dei figli  o, nei casi più gravi, disponga la decadenza dalla potestà genitoriale.

(fonte: www.diritto24.ilsole24ore.com del 23.10.2013)

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L’ex moglie può tornare al paese natale se l’ex marito
non dà mantenimento per i figli

Publicato il 02 giugno 2011 by Marta Colombo

La recentissima sentenza della Cassazione, n.11062 del 19.05.2011, ha stabilito che deve considerarsi giustificato il trasferimento della ex moglie al paese di origine, se il marito non contribuisce adeguatamente al mantenimento dei figli. In particolare, l’ex moglie conserva l’affidamento esclusivo dei figli anche se decide di ritornare al paese di origine, per avvalersi del sostegno – personale ed economico – dei genitori, se l’ex marito versa un mantenimento insufficiente ai figli.

La Corte ritiene quindi che l’allontanamento dalla figura paterna sia in questo caso giustificato e compiuto nell’esclusivo interesse dei figli minori.


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