Tag Archive | "risarcimento"

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Buche piene d’acqua: il Comune deve risarcire pedone caduto

Publicato il 31 maggio 2011 by Marta Colombo

Nuova sentenza della Cassazione in materia di incidenti: in questo caso non si tratta di sinistri automobilistici, ma del caso (peraltro assai frequente) di un pedone che  cade sul marciapiede a causa di una buca, di fatto invisibile perché piena d’acqua piovana.

La Suprema Corte, infatti,  ha precisato che  in questo caso il Comune deve risarcire il pedone per i danni subiti e non può invocare a propria discolpa il “caso fortuito: infatti, la pioggia non è un evento che possa essere definito fortuito, ma è ampiamente prevedibile e non interrompe la relazione causale fra la cosa posta sotto la custodia del Comune, cioè il marciapiede sconnesso, e il danno, vale a dire la caduta del pedone.

E’ evidente che la pioggia occulta le asperità (e le buche) del suolo e le rende quindi insidiose, mentre in assenza di acqua nella buca si
sarebbe potuto configurare un concorso di colpa dell’infortunato, che non aveva fatto attenzione a dove metteva il piede e non si era accorto delle insidie presenti.

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Figli “negati”: l’ex coniuge ha diritto al risarcimento

Publicato il 06 settembre 2010 by Marta Colombo

Sono sempre più frequenti i casi di genitori separati che non rispettano le decisioni del Giudice sull’affidamento dei figli: le modalità variano a seconda che si tratti della madre o del padre, perché diversa è – di solito – la posizione dell’uno e dell’altro rispetto all’affidamento.

Infatti, di norma accade che i genitori condividano l’affido dei figli, che però vivono per lo più con la madre: il padre, quindi, è solitamente obbligato a versare alla ex moglie un contributo per il mantenimento dei figli che vivono con lei.

Ecco quindi che da questa struttura dell’affidamento discendono le due modalità di “disubbidienza” o, se vogliamo, di dispetto nei confronti dell’ex coniuge, ma di cui sono i figli a subire le peggiori conseguenze.

Sono, purtroppo, molto comuni i casi in cui il padre omette di pagare il mantenimento per i figli, costringendo l’ex moglie a rivolgersi nuovamente al Giudice per ottenere coattivamente il pagamento.

Da parte delle madri, vi è invece un altro tipo di violazione, che consiste nell’impedire al padre di vedere i figli, adducendo le scuse più varie o addiruttura non facendosi trovare a casa quando il padre viene a prendere il bimbo per il suo “turno” di visita.

In relazione a quest’ultimo tipo di situazione, una recentissima sentenza della Cassazione Penale (n.32562/2010) ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale a un padre al quale la ex moglie impediva sistematicamente di frequentare la figlia quattordicenne.

In sostanza è stato riconosciuta l’esistenza del danno morale derivante dal reato di “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”, previsto dall’art.388 del Codice Penale, in base al quale la ex moglie era già stata condannata a quattro mesi di reclusione.

In casi come questi il genitore che non rispetta la disposizione del Giudice non solo viola il diritto dell’altro genitore a stare con il figlio, ma anche il corrispettivo diritto del figlio a trascorrere del tempo con il genitore.

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Il telefono non funziona per un mese: Telecom deve risarcire

Publicato il 14 giugno 2010 by Marta Colombo

Come riferisce la pagina web del quotidiano IlTirreno (iltirreno.it), un mese di blackout del telefono di un avvocato pisano sono costati alla Telecom una condanna al risarcimento di 1.033 euro per mancata riparazione del guasto, 1.000 euro per danno esistenziale e 1.689 euro  per spese legali.

Lo ha stabilito in una recente sentenza il Giudice di Pace di Pisa, cui il professionista si era rivolto citando in giudizio la Telecom che non aveva riparato un guasto alla linea telefonica, nonostante i ripetuti solleciti al 187.
In particolare, il Giudice di Pace ha rilevato che “a causa dell’inadempimento da parte dell’operatore telefonico,  l’attore si è trovato privo del servizio telefonico per ben 27 giorni, oltre ad una serie indefinita di giorni nei quali la linea telefonica risultava disturbata».

Con il proprio negligente comportamento la Telecom Italia spa ha cagionato all’avvocato un danno “esistenziale”, non avendo dimostrato che il ritardo nella riparazione non era dipeso da propria colpa.

Infatti, la ritardata riattivazione del servizio telefonico è un inadempimento contrattuale da cui deriva danno esistenziale, consistente nell’impossibilità di disporre subito del servizio e nei disagi che l’utente ha dovuto affrontare per provvedere diversamente e per sollecitare la società ad adempiere.

Ciò risulta tanto più giustificato se si considera che il telefono è, per un avvocato come per altri professionisti, un mezzo indispensabile per lavorare e per mantenere i contatti con la propria clientela.

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Ryanair multata per 3 milioni di euro

Publicato il 19 maggio 2010 by Marta Colombo

L’Enac (Ente nazionale aviazione civile) ha punito con una sanzione di 3 milioni di euro la compagnia aerea “low cost” Ryanair per aver violato gli obblighi di assistenza ai passeggeri, nei giorni in cui moltissimi voli furono cancellati a causa della nube del vulcano islandese.

La sanzione riguarda 178 casi, relativi soprattutto all’aeroporto di Roma Ciampino, dove fra il 17 e il 22 aprile centinaia di passeggeri furono abbandonati a loro stessi dalla Ryanair, che non fornì loro pasti  e bevande né pernottamenti alternativi, violando quindi il regolamento comunitario n.261 del 2004 che obbliga le compagnie, in caso di cancellazione di voli, a fornire assistenza ai viaggiatori.

In casi come questi è possibile ottenere, dalla compagnia aerea o dal tour operator (in caso di pacchetti “tutto compreso”) un risarcimento per il danno subito.

Lo scorso anno ho assistito alcuni viaggiatori che, al ritorno da un viaggio, erano stati letteralmente abbandonati (per diverse ore) in aeroporto senza informazioni né generi di conforto, ed ho ottenuto per loro un risarcimento in danaro. Chi volesse maggiori informazioni su questo tema, mi può contattare al n.02.76.11.81.98.

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Turismo: risarcimento
se la spiaggia non è
come nel depliant

Publicato il 24 marzo 2010 by Marta Colombo

Buone notizie per chi va in vacanza e si ritrova in un luogo diverso da quello fotografato sul depliant del tour operator.

Infatti, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un rinomato tour operator a risarcire una coppia friulana che aveva scelto un “pacchetto” per una vacanza a Creta.

Una volta giunti nel Club Vacanze dell’isola, marito e moglie si trovarono di fronte a una brutta sorpresa: la spiaggia era sporca e il mare era inquinato da idrocarburi.

I due avevano quindi protestato con la propria agenzia viaggi, rifiutando però di trasferirsi in un altro albergo in cambio dell’impegno a non intraprendere alcuna azione legale.

Tornati in Italia chiesero i danni al tour operator e in primo grado persero la causa, ma i giudici d’appello diedero ragione a loro.

La Cassazione ha confermato la condanna affermando che  il tour operator, sottoponendo al cliente un pacchetto turistico “tutto compreso” basato su un depliant illustrativo e su una proposta articolata, assume uno specifico obbligo, soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalità di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi ecc., che vanno esattamente adempiuti.

La coppia ha ricevuto quindi un risarcimento di 1.163 euro per la vacanza rovinata, comprendente anche il rimborso delle spese sostenute per trasferirsi in una spiaggia pulita.

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Volo cancellato o in ritardo? c’è il rimborso

Publicato il 02 settembre 2009 by Marta Colombo

L’estate è periodo di vacanza, di riposo e relax…. ma a volte diventa invece fonte di ansia e soprattutto di rabbia: questo accade ad esempio quando i voli aerei vengono improvvisamente cancellati, oppure subiscono ritardi, a volte di molte ore, costringendo i passeggeri a bivaccare in aeroporto in attesa di poter partire.

E’ quello che è accaduto a un cittadino catanese che doveva partire da Pisa alla volta di Catania, con scalo a Fiumicino: giunto all’aeroporto di Pisa ha appreso che il volo era stato cancellato.

Ne è seguita una vera e propria odissea: dopo circa tre ore di attesa senza informazioni e assistenza, è stato portato a Roma in pullman, arrivando a Fiumicino all’una e mezza di notte; alle tre di notte, dopo aver atteso oltre un’ora, è stato trasportato in albergo, per essere ritrasferito, dopo poche ore, a Fiumicino con successivo imbarco sul volo Roma-Catania delle ore 8.55.
La Cassazione ha affermato il  diritto di questo passeggero alla “compensazione pecuniaria” e al risarcimento dei danni subiti, così come previsto dal Regolamento comunitario n. 261/2004, entrato in vigore nel febbraio del 2005, ravvisando inoltre che non era stata fornita al
passeggero l’adeguata assistenza prevista sempre dal regolamento comunitario. Da
qui la condanna della compagnia aerea al pagamento della somma di € 250,00, quale
compensazione pecuniaria, e di € 550,00 a titolo di risarcimento danno patrimoniale
ed esistenziale.

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Il parcheggio del supermercato è area aperta al traffico

Publicato il 31 luglio 2009 by Marta Colombo

Il 23 luglio scorso la Corte di Cassazione ha emesso una importante ordinanza (n.17279/2009) in materia di circolazione stradale.

Infatti, nell’ordinanza viene affermato il principio che il parcheggio di un supermercato  deve essere considerato come area aperta al pubblico e adibita al normale traffico veicolare, anche se si tratta  di una proprietà privata e situata al piano interrato di un edificio.

La conseguenza importante è che la circolazione all’interno dei parcheggi diventa soggetta all’articolo 2054 del codice civile (che disciplina la responsabilità per i danni causati dalla circolazione di veicoli), nonché alle norme sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli: pertanto chi subisce un danno può rivolgersi all’assicurazione per il risarcimento.

La motivazione della decisione sta nella considerazione che le aree di parcheggio dei supermercati, anche se private quanto alla proprietà, al possesso o alla detenzione, “sono ormai luoghi di continuo e intenso traffico veicolare, sicché non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale“.

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