La Corte di Cassazione (sentenza n.30463/2010) ha chiarito che la pretesa di restituzione dei regali fatti durante una relazione finita, può integrare gli estremi del reato di estorsione se attuata con minacce e altri soprusi.
Proprio per questo reato la Cassazione ha confermato la condanna di un giovane di Salerno che, non rassegnandosi alla rottura del fidanzamento, aveva iniziato a perseguitare in ogni modo l’ex fidanzata, arrivando anche a sequestrarla seppur temporaneamente.
L’uomo aveva minacciato la “ex” e i genitori di lei, per farsi restituire i doni fatti alla ragazza o, comunque, un corrispettivo in denaro; aveva addiruttura preteso la restituzione di tutte le spese da lui sostenute nel corso della relazione.
I Giudici hanno spiegato che, se il diritto vantato fosse stato tutelato dalla legge, il reato contestato sarebbe stato quello, meno grave, dell’esercizio arbitrario della proprie ragioni con violenza sulle persone.
Invece, al giovane è stata contestata l’estorsione poiché la costrizione da lui posta in atto mirava a raggiungere un ingiusto vantaggio (infatti, non è consentito agire giudizialmente per la restituzione di doni fatti per mera liberalità nell’ambito di una relazione sentimentale).




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