Tag Archive | "Giudice di Pace"

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Il telefono non funziona per un mese: Telecom deve risarcire

Publicato il 14 giugno 2010 by Marta Colombo

Come riferisce la pagina web del quotidiano IlTirreno (iltirreno.it), un mese di blackout del telefono di un avvocato pisano sono costati alla Telecom una condanna al risarcimento di 1.033 euro per mancata riparazione del guasto, 1.000 euro per danno esistenziale e 1.689 euro  per spese legali.

Lo ha stabilito in una recente sentenza il Giudice di Pace di Pisa, cui il professionista si era rivolto citando in giudizio la Telecom che non aveva riparato un guasto alla linea telefonica, nonostante i ripetuti solleciti al 187.
In particolare, il Giudice di Pace ha rilevato che “a causa dell’inadempimento da parte dell’operatore telefonico,  l’attore si è trovato privo del servizio telefonico per ben 27 giorni, oltre ad una serie indefinita di giorni nei quali la linea telefonica risultava disturbata».

Con il proprio negligente comportamento la Telecom Italia spa ha cagionato all’avvocato un danno “esistenziale”, non avendo dimostrato che il ritardo nella riparazione non era dipeso da propria colpa.

Infatti, la ritardata riattivazione del servizio telefonico è un inadempimento contrattuale da cui deriva danno esistenziale, consistente nell’impossibilità di disporre subito del servizio e nei disagi che l’utente ha dovuto affrontare per provvedere diversamente e per sollecitare la società ad adempiere.

Ciò risulta tanto più giustificato se si considera che il telefono è, per un avvocato come per altri professionisti, un mezzo indispensabile per lavorare e per mantenere i contatti con la propria clientela.

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Ricorsi contro le multe:
dal 1° gennaio si pagano
38 euro di contributo

Publicato il 21 dicembre 2009 by Marta Colombo

Come di consueto, con l’arrivo del nuovo anno arrivano anche gli aumenti dei prezzi e nuovi “balzelli”.

E’ notizia di oggi (ilsole24ore.it) che dal 1° gennaio 2010, con la nuova Finanziaria verrà introdotto l’obbligo di pagare il “contributo unificato” anche per i ricorsi contro le multe.

Il “contributo unificato” ha sostituito, da poco meno di un decennio, le marche da bollo che andavano applicate sugli atti giudiziali. Si tratta di un pagamento che viene effettuato da chi inizia la causa, al momento della sua iscrizione a ruolo presso l’Autorità Giudiziaria.

Ll’importo del contributo varia a seconda del valore della causa (si va da un minimo di 30 euro fino al massimo di 800 euro).

Finora i ricorsi contro le sanzioni amministrative erano esenti dal contributo unificato, ma sembrerebbe proprio che dal ° gennaio le cose cambieranno.

Il senatore Elio Lannutti (molto noto perché Presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Adusbef), ha chiesto di «eliminare il pagamento del contributo unificato nei giudizi di opposizione a ordinanze-ingiuzione di pagamento di sanzioni amministrative per non limitare il diritto dei cittadini di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti nel rispetto dell’articolo 24 della Carta costituzionale».

Infatti, per impugnare dinanzi al giudice di pace una multa per violazione del Codice della strada, il cui importo medio è di circa 70 euro, il ricorrente deve versare il contributo unificato minimo di 30 euro e la marca da 8 euro per il rimborso forfettario dei diritti di cancelleria: in tutto 38 euro (per risparmiarne 70).

Se la norma verrà approvata è facile prevedere, quindi, che aumentino notevolmente i ricorsi ai Prefetti (per i quali non si paga nulla), mentre probabilmente diminuiranno quelli ai Giudici di Pace, almeno per le multe di importo basso.

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Canone RAI, digitale terrestre e… vacanze

Publicato il 17 giugno 2009 by Marta Colombo

Come ampiamente pubblicizzato da tutti i telegiornali, da qualche settimana in alcune regioni d’Italia è necessario avere il decoder per il digitale terrestre per poter vedere alcuni canali RAI e Mediaset.

Lo Stato darà un contributo ai meno abbienti per l’acquisto del decoder, mentre tutti gli altri dovranno per forza acquistarlo di tasca propria, altrimenti non potranno più vedere i programmi televisivi.

A  questo proposito il Codacons, sempre in prima linea nella difesa dei consumatori, ha già predisposto un causa davanti al Giudice di Pace, a tutela di un cittadino romano, per ottenere la restituzione del prezzo del decoder, il cui acquisto si è reso necessario a causa del passaggio “forzato” al digitale terrestre.

Senza contare che il signore romano aveva regolarmente ha pagato il canone per la visione dei tre canali della rete di Stato, ed ora è costretto a pagare nuovamente per poter vedere RaiDue!
L’associazione ha deciso di assisterlo e annuncia quindi la prima causa dinanzi al Giudice di pace di Roma relativa al digitale terrestre.
Citeremo in giudizio il Ministero delle comunicazioni e la Rai - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - chiedendo la restituzione dei 49,90 euro pagati dall’utente per l’acquisto del decoder o, in alternativa, uno sconto di equivalente importo sul canone Rai per il prossimo anno‘.
E’ prevedibile che, se la causa “pilota” dovesse avere successo, il Codacons avvierà migliaia di altre azioni simili, a tutela di cittadini e consumatori tartassati da continui esborsi.

Sempre il Codacons attacca la Rai anche su un altro fronte: oggi 17 giugno (siamo ancora in primavera…) sono stati, infatti, presentati i nuovi palinsesti Rai per il prossimo autunno.

In sostanza, ciò  conferma la tradizione Rai di andare letteralmente in vacanza da giugno a settembre compresi, trasmettendo solo repliche viste e straviste di vecchie serie televisive.
Il Codacons si domanda ad esempio, “con tutte le nuove serie di telefilm esistenti (ad esempio su Raidue, NCIS, Numb3rs, Cold Case, Criminal minds, Senza traccia …) come sia possibile che Raiuno, l’ammiraglia Rai, non trovi nulla di meglio che replicare per l’ennesima volta “L’ispettore Derrick’, in onda ininterrottamente dal 1979, “Il commissario Rex’ (in onda ininterrottamente dal 1997), “La signora in giallo’ (in onda dal 1984), “Un medico in famiglia’ e “Le sorelle McLeod‘.

Anche questa appare come una grave lesione dei diritti di chi paga regolarmente il canone per un anno, ma poi nei tre mesi estivi si vede propinate solo repliche di telefilm di vent’anni fa.

Almeno una volta c’erano i Giochi senza frontiere…

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