Tag Archive | "genitori"

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L’ex moglie può tornare al paese natale se l’ex marito
non dà mantenimento per i figli

Publicato il 02 giugno 2011 by Marta Colombo

La recentissima sentenza della Cassazione, n.11062 del 19.05.2011, ha stabilito che deve considerarsi giustificato il trasferimento della ex moglie al paese di origine, se il marito non contribuisce adeguatamente al mantenimento dei figli. In particolare, l’ex moglie conserva l’affidamento esclusivo dei figli anche se decide di ritornare al paese di origine, per avvalersi del sostegno – personale ed economico – dei genitori, se l’ex marito versa un mantenimento insufficiente ai figli.

La Corte ritiene quindi che l’allontanamento dalla figura paterna sia in questo caso giustificato e compiuto nell’esclusivo interesse dei figli minori.


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Il genitore che non versa il mantenimento ai figli
perde il diritto all’affido condiviso

Publicato il 20 gennaio 2010 by Marta Colombo

Con la recente sentenza n. 26587/2009, la Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema dell’affido condiviso, introdotto nel 2006 come regola nelle separazioni fra genitori di figli minori.

La Corte ha  stabilito che, se il genitore non versa il mantenimento ai figli, perde il
diritto all’affido condiviso; in questo caso infatti  il giudice non è vincolato alla regola dell’affido condiviso a entrambi i genitori e può decidere di affidare i figli in via esclusiva all’altro genitore.

Il caso deciso con la sentenza 26587 riguardava il ricorso di un padre che si opponeva all’affido esclusivo dei figli alla ex moglie, ma che non aveva mai versato loro l’assegno di mantenimento.

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Mediazione: una alternativa al Tribunale

Publicato il 15 giugno 2009 by simmessa

Ormai non si fa quasi più caso alla situazione tragica della giustizia italiana, regolarmente ricordata all’apertura di ogni anno giudiziario: l’arretrato è impossibile da smaltire, il personale è insufficiente e talvolta inadeguato, manca persino la carta per le fotocopie…
Ma non si evidenzia un altro dato, cioè che per le aziende italiane la lentezza della giustizia civile ha un costo molto alto.
Come giustamente nota Luigi Ferrarella sul Corriere della sera del 12 maggio scorso,
citando una indagine del Centro studi di Confartigianato, questa inefficienza della giustizia si traduce in una ”tassa occulta di circa 371 euro per azienda, un’inefficienza che mette le mani
nelle loro tasche anche se non se ne avvedono, un nemico che li insegue
nella quotidianità quand’anche in vita loro abbiano la fortuna di non
mettere mai piede in un tribunale
“.
Tanto per fare un esempio, la lentezza nelle procedure concorsuali (come il fallimento) spinge le aziende a
rivolgersi alle banche e a sopportare maggiori oneri finanziari
Inoltre, il recupero di un credito comporta tempi molto diversi da regione a regione: un procedimento civile dura in media 7 anni e 3 mesi in Liguria quando in Trentino si risolve attorno ai 3 anni; scendendo nel dettaglio,  a Enna la durata è di quasi 7 anni, mentre a Vercelli poco più di 6 mesi.
Facile gettare la croce addosso agli avvocati, che a detta di molti hanno interesse a far durare a lungo le cause: questo può essere vero, ma in una minoranza dei casi. (Normalmente, invece, l’avvocato non trae alcun giovamento dalla lungaggine ; anzi il legale è spesso impotente di fronte a trasferimenti di magistrati, rinvii lunghissimi per “sovraccarico del ruolo del giudice” , e deve anche fronteggiare il cliente che giustamente si arrabbia , mentre preferirebbe chiudere in fretta ogni procedura per soddisfare la propria clientela e dedicarsi a qualcosa di nuovo).
Che fare, quindi?
Una soluzione a tante controversie può essere cercata in un procedimento alternativo alla giustizia tradizionale: la mediazione (o conciliazione).
Si tratta di un metodo di soluzione alternativa delle controversie, che è nato negli Stati Uniti, da dove poi è stato “esportato” con sempre maggiore successo in tutto il mondo.
Il mediatore non è un giudice né un arbitro, ma un professionista imparziale che – attraverso domande rivolte alle parti singolarmente e in sessioni congiunte – non propone una soluzione ma aiuta le parti a raggiungere un accordo condiviso sulla controversia che le oppone.
La mediazione è applicabile sia alle controversie tra imprese (forniture difettose, mancato pagamento, violazione di patti) che a quelle tra privati (liti condominiali, questioni ereditarie, difficoltà nei rapporti fra genitori separati), nei rapporti di lavoro, nelle controversie che coinvolgono i consumatori.
La mediazione ha il vantaggio di essere più breve e meno costosa di una causa giudiziaria, e di dare alle parti un ruolo di protagoniste della discussione e dell’accordo.

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