Tag Archive | "coniuge"

Tags: , , , , , , , , , , ,

Divorzio “breve” anche in Italia?

Publicato il 13 maggio 2014 by Marta Colombo

tastiera_pcA quarant’anni dal referendum con cui gli italiani dissero no all’abrogazione della legge sul divorzio (L. 898/1970), oggi si parla di “divorzio breve”. Dal 1974 tante cose sono cambiate: ci si sposa di meno, ci si separa di più: un matrimonio su tre finisce in separazione, uno su cinque arriva al divorzio; il matrimonio non è più inteso come legame indissolubile e quindi a molti appare ormai anacronistica la previsione di legge in base alla quale devono passare almeno tre anni (inizialmente erano cinque) fra la separazione e il divorzio.

In questi giorni è in discussione alla Camera  il progetto di legge sul divorzio breve, sostanzialmente condiviso da tutti partiti, presentato dai deputati Alessandra Moretti (PD) e Luca D’Alessandro (FI).

Il testo che andrà in aula il 26 maggio prossimo, approvato ieri – 14 maggio – dalla Commissione Giustizia, è ancora più avanzato di quello originariamente predisposto dai relatori  D’Alessandro e Moretti (cfr. http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_15/solo-sei-mesi-l-addio-divorzio-ora-brevissimo-8c66095a-dbf2-11e3-8893-5231acf0035c.shtml).

Infatti, a fronte degli emendamenti approvati ieri, la domanda di divorzio potrà essere presentata dopo soli sei mesi  (in caso di divorzio congiunto) o dopo un anno (in caso di divorzio giudiziale) dalla separazione e non ci sarà differenza fra unioni con o senza figli minori; il testo originario prevedeva un termine più lungo qualora la coppia avesse figli minori, ma questa differenziazione è stata cancellata per non incorrere in questioni di incostituzionalità per disparità di trattamento rispetto alla normativa riguardante i figli nati fuori dal matrimonio.

Un altro emendamento presentato ieri prevede che la nuova normativa si applicherà anche ai procedimenti già in corso al momento della sua entrata in vigore.

La modifica legislativa, una volta approvata definitivamente, porterebbe l’Italia ad uniformarsi a molti paesi europei, in cui non esiste il passaggio provvisorio della separazione ma solo il divorzio immediato. Ovviamente nella gestione pratica delle questioni (economiche e di affidamento dei figli) fra separandi-divorziandi dovranno continuare a valere le regole già elaborate dalla prassi e dalla giurisprudenza: contemperamento dei rispettivi interessi, tutela del coniuge debole, diritto del figli alla bigenitorialità. Per questo è preferibile che non ci si affidi ad un solo avvocato – anche in caso di separazione consensuale o divorzio congiunto – ma che ognuno abbia il proprio legale: questo consente una valutazione più equa e corretta degli interessi in gioco e una maggiore tutela soprattutto per chi “subisce” la separazione (moglie o marito che sia). Sconsiglio sempre vivamente ai clienti di “aggregarsi” al legale scelto dall’altro coniuge (a meno che si tratti di professionista conosciuto e stimato già da entrambi): infatti la prospettiva di “risparmiare” sui compensi, scegliendo un solo avvocato per entrambi, può portare a concludere accordi non equi e addirittura svantaggiosi.

Commenti (0)

Tags: , ,

Il matrimonio non può finire con una semplice lettera

Publicato il 16 giugno 2009 by Marta Colombo

La Cassazione penale, con sentenza 14981/09, ha ritenuto colpevole del reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare” una donna che, al momento di partire per una vacanza con la figlia, aveva lasciato al marito una lettera in cui gli comunicava di voler “rifarsi una vita” con un altro uomo. Dopo la partenza la donna per vari giorni non aveva dato al marito notizie di sé e della figlia, tanto che il coniuge l’aveva denunciata: solo dopo la denuncia la moglie aveva fatto ritorno a casa.

La Cassazione ha confermato la condanna inflitta alla donna dalla Corte d’Appello, affermando che il suo comportamento integra grave violazione dei doveri coniugali; in sostanza, non è lecito abbandonare la casa coniugale con l’intento unilaterale di separarsi senza dare spiegazioni al coniuge.

L’art.570 del codice penale prevede per questo reato la pena della reclusione fino a un anno o la multa da €.103 a €.1.032.

Commenti (1)

Advertise Here
Advertise Here

Consulenze on-line

MartaColombo.it usa Paypal come metodo di pagamento delle consulenze on-line. Paypal è un metodo di pagamento sicuro, veloce e garantito!

Mandaci la tua domanda

Mandaci la tua domanda per la sezione domande e risposte qui.