Tag Archive | "avvocato"

Tags: , , , , , , , ,

Tragica sparatoria a Palazzo di Giustizia

Publicato il 14 aprile 2015 by Marta Colombo

Ringrazio il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, per aver pubblicato e commentato una mia riflessione sui tragici fatti di giovedì 9 aprile 2015.

AVVENIRE

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , , , , ,

Divorzio “breve” anche in Italia?

Publicato il 13 maggio 2014 by Marta Colombo

tastiera_pcA quarant’anni dal referendum con cui gli italiani dissero no all’abrogazione della legge sul divorzio (L. 898/1970), oggi si parla di “divorzio breve”. Dal 1974 tante cose sono cambiate: ci si sposa di meno, ci si separa di più: un matrimonio su tre finisce in separazione, uno su cinque arriva al divorzio; il matrimonio non è più inteso come legame indissolubile e quindi a molti appare ormai anacronistica la previsione di legge in base alla quale devono passare almeno tre anni (inizialmente erano cinque) fra la separazione e il divorzio.

In questi giorni è in discussione alla Camera  il progetto di legge sul divorzio breve, sostanzialmente condiviso da tutti partiti, presentato dai deputati Alessandra Moretti (PD) e Luca D’Alessandro (FI).

Il testo che andrà in aula il 26 maggio prossimo, approvato ieri – 14 maggio – dalla Commissione Giustizia, è ancora più avanzato di quello originariamente predisposto dai relatori  D’Alessandro e Moretti (cfr. http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_15/solo-sei-mesi-l-addio-divorzio-ora-brevissimo-8c66095a-dbf2-11e3-8893-5231acf0035c.shtml).

Infatti, a fronte degli emendamenti approvati ieri, la domanda di divorzio potrà essere presentata dopo soli sei mesi  (in caso di divorzio congiunto) o dopo un anno (in caso di divorzio giudiziale) dalla separazione e non ci sarà differenza fra unioni con o senza figli minori; il testo originario prevedeva un termine più lungo qualora la coppia avesse figli minori, ma questa differenziazione è stata cancellata per non incorrere in questioni di incostituzionalità per disparità di trattamento rispetto alla normativa riguardante i figli nati fuori dal matrimonio.

Un altro emendamento presentato ieri prevede che la nuova normativa si applicherà anche ai procedimenti già in corso al momento della sua entrata in vigore.

La modifica legislativa, una volta approvata definitivamente, porterebbe l’Italia ad uniformarsi a molti paesi europei, in cui non esiste il passaggio provvisorio della separazione ma solo il divorzio immediato. Ovviamente nella gestione pratica delle questioni (economiche e di affidamento dei figli) fra separandi-divorziandi dovranno continuare a valere le regole già elaborate dalla prassi e dalla giurisprudenza: contemperamento dei rispettivi interessi, tutela del coniuge debole, diritto del figli alla bigenitorialità. Per questo è preferibile che non ci si affidi ad un solo avvocato – anche in caso di separazione consensuale o divorzio congiunto – ma che ognuno abbia il proprio legale: questo consente una valutazione più equa e corretta degli interessi in gioco e una maggiore tutela soprattutto per chi “subisce” la separazione (moglie o marito che sia). Sconsiglio sempre vivamente ai clienti di “aggregarsi” al legale scelto dall’altro coniuge (a meno che si tratti di professionista conosciuto e stimato già da entrambi): infatti la prospettiva di “risparmiare” sui compensi, scegliendo un solo avvocato per entrambi, può portare a concludere accordi non equi e addirittura svantaggiosi.

Commenti (0)

Tags: , , , , ,

Il telefono non funziona per un mese: Telecom deve risarcire

Publicato il 14 giugno 2010 by Marta Colombo

Come riferisce la pagina web del quotidiano IlTirreno (iltirreno.it), un mese di blackout del telefono di un avvocato pisano sono costati alla Telecom una condanna al risarcimento di 1.033 euro per mancata riparazione del guasto, 1.000 euro per danno esistenziale e 1.689 euro  per spese legali.

Lo ha stabilito in una recente sentenza il Giudice di Pace di Pisa, cui il professionista si era rivolto citando in giudizio la Telecom che non aveva riparato un guasto alla linea telefonica, nonostante i ripetuti solleciti al 187.
In particolare, il Giudice di Pace ha rilevato che “a causa dell’inadempimento da parte dell’operatore telefonico,  l’attore si è trovato privo del servizio telefonico per ben 27 giorni, oltre ad una serie indefinita di giorni nei quali la linea telefonica risultava disturbata».

Con il proprio negligente comportamento la Telecom Italia spa ha cagionato all’avvocato un danno “esistenziale”, non avendo dimostrato che il ritardo nella riparazione non era dipeso da propria colpa.

Infatti, la ritardata riattivazione del servizio telefonico è un inadempimento contrattuale da cui deriva danno esistenziale, consistente nell’impossibilità di disporre subito del servizio e nei disagi che l’utente ha dovuto affrontare per provvedere diversamente e per sollecitare la società ad adempiere.

Ciò risulta tanto più giustificato se si considera che il telefono è, per un avvocato come per altri professionisti, un mezzo indispensabile per lavorare e per mantenere i contatti con la propria clientela.

Commenti (0)

Tags: , , , , , ,

Separazioni dai notai? può sembrare una buona idea, ma…

Publicato il 15 giugno 2009 by simmessa

Quotidiano.net evidenzia che separazioni e divorzi sono cresciuti in 10 anni rispettivamente del 40 e del 50% . Questo comporta, oltre alle inevitabili sofferenze personali, anche elevati costi economici, per le famiglie e anche per lo Stato.

Da questo dato è partito l’Eurispes (Istituto di Studi economici e sociali), proponendo di trasferire ai notai le competenze in materia di separazione tra coniugi e volontaria giurisdizione. Secondo l’Eurispes ciò farebbe risparmiare un miliardo di euro l’anno (per il 45% costituito dal minor budget stanziato annualmente dallo Stato per il funzionamento della macchina giudiziaria e il 55% costituito dal minore esborso che viene attualmente sostenuto dai cittadini interessati da tali procedimenti).

Sempre secondo l’Eurispes, questa situazione alleggerirebbe  la  giustizia civile perché i notai potrebbero costituirsi come preistanza giudiziaria, per gestire il contenzioso che si sviluppa da separazioni e processi e dalle cause per volontaria giurisdizione. Ciò in base al presupposto che le separazioni con rito consensuale sono più del doppio di quelle con rito giudiziale e quindi, prive di elementi di elevata conflittualità, che potrebbero essere discusse e risolte, senza ricorrere al tribunale, in un ambiente più “confortevole” come lo studio del notaio.

IL NOSTRO COMMENTO

Le premesse da cui parte l’Eurispes sono evidenti: separazioni e divorzi sono in costante aumento. Ci chiediamo però se la proposta di affidare le relative pratiche ai notai (professionisti abituati a tutt’altro genere di operazioni) possa essere effettivamente risolutiva.

Inoltre, il notaio chiederebbe comunque un compenso per la propria prestazione, che immaginiamo non sarebbe diverso da quello dell’avvocato.

Un altro dato molto importante – che viene tralasciato – è il seguente: è vero che la maggiorparte delle separazioni è consensuale, ma questo in molti casi significa che la causa arriva come consensuale in Tribunale dopo che vi sono stati numerosi incontri e “trattative” fra i coniugi e i rispettivi avvocati per giungere all’accordo. Quindi esiste già una fase “pre giudiziale” importantissima, che consente ai giudici (e alla macchina della giustizia) di affrontare una separazione o divorzio in cui l’accordo è già stato raggiunto negli studi legali.

Tutta questa attività ovviamente (e giustamente) ha un costo per il privato, che certo non verrebbe meno se le trattative fossero svolte dai notai invece che dagli avvocati!

Ricordiamo invece che sia la procedura di divorzio che quella di separazione sono completamente esenti da bolli e imposte.

Per quanto riguarda invece i costi a carico dello Stato, questi potrebbero essere diminuiti eliminando l’udienza delle separazioni e dei divorzi presentati con un accordo già formalizzato, e prevedendo una forma di omologa dell’accordo di tipo amministrativo invece che giudiziale.

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Mediazione: una alternativa al Tribunale

Publicato il 15 giugno 2009 by simmessa

Ormai non si fa quasi più caso alla situazione tragica della giustizia italiana, regolarmente ricordata all’apertura di ogni anno giudiziario: l’arretrato è impossibile da smaltire, il personale è insufficiente e talvolta inadeguato, manca persino la carta per le fotocopie…
Ma non si evidenzia un altro dato, cioè che per le aziende italiane la lentezza della giustizia civile ha un costo molto alto.
Come giustamente nota Luigi Ferrarella sul Corriere della sera del 12 maggio scorso,
citando una indagine del Centro studi di Confartigianato, questa inefficienza della giustizia si traduce in una ”tassa occulta di circa 371 euro per azienda, un’inefficienza che mette le mani
nelle loro tasche anche se non se ne avvedono, un nemico che li insegue
nella quotidianità quand’anche in vita loro abbiano la fortuna di non
mettere mai piede in un tribunale
“.
Tanto per fare un esempio, la lentezza nelle procedure concorsuali (come il fallimento) spinge le aziende a
rivolgersi alle banche e a sopportare maggiori oneri finanziari
Inoltre, il recupero di un credito comporta tempi molto diversi da regione a regione: un procedimento civile dura in media 7 anni e 3 mesi in Liguria quando in Trentino si risolve attorno ai 3 anni; scendendo nel dettaglio,  a Enna la durata è di quasi 7 anni, mentre a Vercelli poco più di 6 mesi.
Facile gettare la croce addosso agli avvocati, che a detta di molti hanno interesse a far durare a lungo le cause: questo può essere vero, ma in una minoranza dei casi. (Normalmente, invece, l’avvocato non trae alcun giovamento dalla lungaggine ; anzi il legale è spesso impotente di fronte a trasferimenti di magistrati, rinvii lunghissimi per “sovraccarico del ruolo del giudice” , e deve anche fronteggiare il cliente che giustamente si arrabbia , mentre preferirebbe chiudere in fretta ogni procedura per soddisfare la propria clientela e dedicarsi a qualcosa di nuovo).
Che fare, quindi?
Una soluzione a tante controversie può essere cercata in un procedimento alternativo alla giustizia tradizionale: la mediazione (o conciliazione).
Si tratta di un metodo di soluzione alternativa delle controversie, che è nato negli Stati Uniti, da dove poi è stato “esportato” con sempre maggiore successo in tutto il mondo.
Il mediatore non è un giudice né un arbitro, ma un professionista imparziale che – attraverso domande rivolte alle parti singolarmente e in sessioni congiunte – non propone una soluzione ma aiuta le parti a raggiungere un accordo condiviso sulla controversia che le oppone.
La mediazione è applicabile sia alle controversie tra imprese (forniture difettose, mancato pagamento, violazione di patti) che a quelle tra privati (liti condominiali, questioni ereditarie, difficoltà nei rapporti fra genitori separati), nei rapporti di lavoro, nelle controversie che coinvolgono i consumatori.
La mediazione ha il vantaggio di essere più breve e meno costosa di una causa giudiziaria, e di dare alle parti un ruolo di protagoniste della discussione e dell’accordo.

Commenti (2)

Advertise Here
Advertise Here

Consulenze on-line

MartaColombo.it usa Paypal come metodo di pagamento delle consulenze on-line. Paypal è un metodo di pagamento sicuro, veloce e garantito!

Mandaci la tua domanda

Mandaci la tua domanda per la sezione domande e risposte qui.