Publicato il 19 maggio 2010 by Marta Colombo

L’Enac (Ente nazionale aviazione civile) ha punito con una sanzione di 3 milioni di euro la compagnia aerea “low cost” Ryanair per aver violato gli obblighi di assistenza ai passeggeri, nei giorni in cui moltissimi voli furono cancellati a causa della nube del vulcano islandese.
La sanzione riguarda 178 casi, relativi soprattutto all’aeroporto di Roma Ciampino, dove fra il 17 e il 22 aprile centinaia di passeggeri furono abbandonati a loro stessi dalla Ryanair, che non fornì loro pasti e bevande né pernottamenti alternativi, violando quindi il regolamento comunitario n.261 del 2004 che obbliga le compagnie, in caso di cancellazione di voli, a fornire assistenza ai viaggiatori.
In casi come questi è possibile ottenere, dalla compagnia aerea o dal tour operator (in caso di pacchetti “tutto compreso”) un risarcimento per il danno subito.
Lo scorso anno ho assistito alcuni viaggiatori che, al ritorno da un viaggio, erano stati letteralmente abbandonati (per diverse ore) in aeroporto senza informazioni né generi di conforto, ed ho ottenuto per loro un risarcimento in danaro. Chi volesse maggiori informazioni su questo tema, mi può contattare al n.02.76.11.81.98.
Publicato il 24 marzo 2010 by Marta Colombo
Una recente sentenza della Cassazione ha sottolineato che l’esigenza di solidarietà e di vicinanza familiare è senz’altro meritevole di tutela nell’ambito dei rapporti etico sociali garantiti dalla Costituzione; pertanto, un lavoratore in malattia è assente giustificato se alla visita fiscale non viene trovato a casa perché è andato a trovare mamma malata.
In questo modo, la sezione Lavoro della Corte ha respinto il ricorso dell’Inps che non voleva riconoscere l’indennità di malattia ad un lavoratore che non era stato trovato a casa dal medico fiscale nella fascia oraria prevista per le visite.
L’assenza da casa (nonostante la malattia), era dovuta al fatto che egli si era recato a fare visita alla madre ricoverata in un centro di riabilitazione a seguito di un intervento cardiochirurgico; rimasto poi intarappolato nel traffico, l’uomo era rincasato non in tempo per la visita fiscale.
La sentenza 5718/2010 ha respinto il ricorso dell’Inps, che non voleva pagare l’indennità di malattia, e ha evidenziato che “la situazione addotta dal lavoratore e accertata dal giudice configura un’esigenza di solidarietà e di vicinanza familiare senz’altro meritevole di tutela nell’ambito dei rapporti etico sociali garantiti dalla Costituzione”.