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La normativa sull’affido condiviso
si applica anche ai figli naturali

Publicato il 20 Gennaio 2010 by Marta Colombo

La  Legge n. 54 del 2006, che ha introdotto l’affido condiviso, ha effettuato una totale equiparazione tra l’affidamento dei figli naturali (nati da coppie non sposate) e quello dei figli nati nel matrimonio.

Infatti, le disposizioni della suddetta legge si applicano allo stesso modo nei procedimenti di separazione dei coniugi e in quelli di regolamentazione dell’affido dei figli di coppie non sposate (di competenza del Tribunale per i Minorenni).

L’affido condiviso prevede che la potestà genitoriale sia esercitata da entrambi i genitori, i quali inoltre dovranno concordare tutte le decisioni di maggior interesse relative ai figli.

E’ una normativa che presuppone che esista già un buon dialogo fra i genitori e che, in caso contrario, richiede che questi si impegnino per raggiungerlo, sforzandosi di superare i reciproci rancori e le divergenze di opinione.

Il Giudice potrà comunque disporre l’affido esclusivo a uno solo dei genitori, nel caso in cui l’affido condiviso appaia contrario all’interesse del minore.

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Ricorsi contro le multe:
dal 1° gennaio si pagano
38 euro di contributo

Publicato il 21 Dicembre 2009 by Marta Colombo

Come di consueto, con l’arrivo del nuovo anno arrivano anche gli aumenti dei prezzi e nuovi “balzelli”.

E’ notizia di oggi (ilsole24ore.it) che dal 1° gennaio 2010, con la nuova Finanziaria verrà introdotto l’obbligo di pagare il “contributo unificato” anche per i ricorsi contro le multe.

Il “contributo unificato” ha sostituito, da poco meno di un decennio, le marche da bollo che andavano applicate sugli atti giudiziali. Si tratta di un pagamento che viene effettuato da chi inizia la causa, al momento della sua iscrizione a ruolo presso l’Autorità Giudiziaria.

Ll’importo del contributo varia a seconda del valore della causa (si va da un minimo di 30 euro fino al massimo di 800 euro).

Finora i ricorsi contro le sanzioni amministrative erano esenti dal contributo unificato, ma sembrerebbe proprio che dal ° gennaio le cose cambieranno.

Il senatore Elio Lannutti (molto noto perché Presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Adusbef), ha chiesto di «eliminare il pagamento del contributo unificato nei giudizi di opposizione a ordinanze-ingiuzione di pagamento di sanzioni amministrative per non limitare il diritto dei cittadini di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti nel rispetto dell’articolo 24 della Carta costituzionale».

Infatti, per impugnare dinanzi al giudice di pace una multa per violazione del Codice della strada, il cui importo medio è di circa 70 euro, il ricorrente deve versare il contributo unificato minimo di 30 euro e la marca da 8 euro per il rimborso forfettario dei diritti di cancelleria: in tutto 38 euro (per risparmiarne 70).

Se la norma verrà approvata è facile prevedere, quindi, che aumentino notevolmente i ricorsi ai Prefetti (per i quali non si paga nulla), mentre probabilmente diminuiranno quelli ai Giudici di Pace, almeno per le multe di importo basso.

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Volo in ritardo o cancellato? c’è il rimborso

Publicato il 02 Settembre 2009 by Marta Colombo

L’estate è periodo di vacanza, di riposo e relax…. ma a volte diventa invece fonte di ansia e soprattutto di rabbia: questo accade ad esempio quando i voli aerei vengono improvvisamente cancellati, oppure subiscono ritardi, a volte di molte ore, costringendo i passeggeri a bivaccare in aeroporto in attesa di poter partire.

E’ quello che è accaduto a un cittadino catanese che doveva partire da Pisa alla volta di Catania, con scalo a Fiumicino: giunto all’aeroporto di Pisa ha appreso che il volo era stato cancellato.

Ne è seguita una vera e propria odissea: dopo circa tre ore di attesa senza informazioni e assistenza, è stato portato a Roma in pullman, arrivando a Fiumicino all’una e mezza di notte; alle tre di notte, dopo aver atteso oltre un’ora, è stato trasportato in albergo, per essere ritrasferito, dopo poche ore, a Fiumicino con successivo imbarco sul volo Roma-Catania delle ore 8.55.
La Cassazione ha affermato il  diritto di questo passeggero alla “compensazione pecuniaria” e al risarcimento dei danni subiti, così come previsto dal Regolamento comunitario n. 261/2004, entrato in vigore nel febbraio del 2005, ravvisando inoltre che non era stata fornita al
passeggero l’adeguata assistenza prevista sempre dal regolamento comunitario. Da
qui la condanna della compagnia aerea al pagamento della somma di € 250,00, quale
compensazione pecuniaria, e di € 550,00 a titolo di risarcimento danno patrimoniale
ed esistenziale.

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Il parcheggio del supermercato è area aperta al traffico

Publicato il 31 Luglio 2009 by Marta Colombo

Il 23 luglio scorso la Corte di Cassazione ha emesso una importante ordinanza (n.17279/2009) in materia di circolazione stradale.

Infatti, nell’ordinanza viene affermato il principio che il parcheggio di un supermercato  deve essere considerato come area aperta al pubblico e adibita al normale traffico veicolare, anche se si tratta  di una proprietà privata e situata al piano interrato di un edificio.

La conseguenza importante è che la circolazione all’interno dei parcheggi diventa soggetta all’articolo 2054 del codice civile (che disciplina la responsabilità per i danni causati dalla circolazione di veicoli), nonché alle norme sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli: pertanto chi subisce un danno può rivolgersi all’assicurazione per il risarcimento.

La motivazione della decisione sta nella considerazione che le aree di parcheggio dei supermercati, anche se private quanto alla proprietà, al possesso o alla detenzione, “sono ormai luoghi di continuo e intenso traffico veicolare, sicché non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale“.

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Canone RAI, digitale terrestre e… vacanze

Publicato il 17 Giugno 2009 by Marta Colombo

Come ampiamente pubblicizzato da tutti i telegiornali, da qualche settimana in alcune regioni d’Italia è necessario avere il decoder per il digitale terrestre per poter vedere alcuni canali RAI e Mediaset.

Lo Stato darà un contributo ai meno abbienti per l’acquisto del decoder, mentre tutti gli altri dovranno per forza acquistarlo di tasca propria, altrimenti non potranno più vedere i programmi televisivi.

A  questo proposito il Codacons, sempre in prima linea nella difesa dei consumatori, ha già predisposto un causa davanti al Giudice di Pace, a tutela di un cittadino romano, per ottenere la restituzione del prezzo del decoder, il cui acquisto si è reso necessario a causa del passaggio “forzato” al digitale terrestre.

Senza contare che il signore romano aveva regolarmente ha pagato il canone per la visione dei tre canali della rete di Stato, ed ora è costretto a pagare nuovamente per poter vedere RaiDue!
L’associazione ha deciso di assisterlo e annuncia quindi la prima causa dinanzi al Giudice di pace di Roma relativa al digitale terrestre.
Citeremo in giudizio il Ministero delle comunicazioni e la Rai - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - chiedendo la restituzione dei 49,90 euro pagati dall’utente per l’acquisto del decoder o, in alternativa, uno sconto di equivalente importo sul canone Rai per il prossimo anno‘.
E’ prevedibile che, se la causa “pilota” dovesse avere successo, il Codacons avvierà migliaia di altre azioni simili, a tutela di cittadini e consumatori tartassati da continui esborsi.

Sempre il Codacons attacca la Rai anche su un altro fronte: oggi 17 giugno (siamo ancora in primavera…) sono stati, infatti, presentati i nuovi palinsesti Rai per il prossimo autunno.

In sostanza, ciò  conferma la tradizione Rai di andare letteralmente in vacanza da giugno a settembre compresi, trasmettendo solo repliche viste e straviste di vecchie serie televisive.
Il Codacons si domanda ad esempio, “con tutte le nuove serie di telefilm esistenti (ad esempio su Raidue, NCIS, Numb3rs, Cold Case, Criminal minds, Senza traccia …) come sia possibile che Raiuno, l’ammiraglia Rai, non trovi nulla di meglio che replicare per l’ennesima volta “L’ispettore Derrick’, in onda ininterrottamente dal 1979, “Il commissario Rex’ (in onda ininterrottamente dal 1997), “La signora in giallo’ (in onda dal 1984), “Un medico in famiglia’ e “Le sorelle McLeod‘.

Anche questa appare come una grave lesione dei diritti di chi paga regolarmente il canone per un anno, ma poi nei tre mesi estivi si vede propinate solo repliche di telefilm di vent’anni fa.

Almeno una volta c’erano i Giochi senza frontiere…

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I pedoni non hanno sempre ragione

Publicato il 16 Giugno 2009 by Marta Colombo

Brutta avventura per un signore di Massa che aveva attraversato la strada lontano dalle strisce pedonali: non solo è stato investito da un’auto ma, oltre alle lesioni fisiche subite, si è visto recapitare dal Comune di Massa anche una multa per violazione del codice della strada per «aver attraversato la carreggiata senza servirsi dei passaggi pedonali».

La sanzione è stata poi confermata dalla Cassazione con la sentenza n.11421.

A questo proposito ricordiamo che, in base al Codice della Strada (art.190), i pedoni devono attraversare servendosi degli appositi attraversamenti pedonali, e la violazione di questo obbligo comporta una sanzione da €.23 a €.92.

Solo se non ci sono strisce pedonali o semafori a meno di 100 metri di distanza, il pedone è autorizzato ad attraversare ma deve evitare qualsiasi situazione di pericolo e dare la precedenza ai veicoli.

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Separazioni dai notai? può sembrare una buona idea, ma…

Publicato il 15 Giugno 2009 by admin

Quotidiano.net evidenzia che separazioni e divorzi sono cresciuti in 10 anni rispettivamente del 40 e del 50% . Questo comporta, oltre alle inevitabili sofferenze personali, anche elevati costi economici, per le famiglie e anche per lo Stato.

Da questo dato è partito l’Eurispes (Istituto di Studi economici e sociali), proponendo di trasferire ai notai le competenze in materia di separazione tra coniugi e volontaria giurisdizione. Secondo l’Eurispes ciò farebbe risparmiare un miliardo di euro l’anno (per il 45% costituito dal minor budget stanziato annualmente dallo Stato per il funzionamento della macchina giudiziaria e il 55% costituito dal minore esborso che viene attualmente sostenuto dai cittadini interessati da tali procedimenti).

Sempre secondo l’Eurispes, questa situazione alleggerirebbe  la  giustizia civile perché i notai potrebbero costituirsi come preistanza giudiziaria, per gestire il contenzioso che si sviluppa da separazioni e processi e dalle cause per volontaria giurisdizione. Ciò in base al presupposto che le separazioni con rito consensuale sono più del doppio di quelle con rito giudiziale e quindi, prive di elementi di elevata conflittualità, che potrebbero essere discusse e risolte, senza ricorrere al tribunale, in un ambiente più “confortevole” come lo studio del notaio.

IL NOSTRO COMMENTO

Le premesse da cui parte l’Eurispes sono evidenti: separazioni e divorzi sono in costante aumento. Ci chiediamo però se la proposta di affidare le relative pratiche ai notai (professionisti abituati a tutt’altro genere di operazioni) possa essere effettivamente risolutiva.

Inoltre, il notaio chiederebbe comunque un compenso per la propria prestazione, che immaginiamo non sarebbe diverso da quello dell’avvocato.

Un altro dato molto importante - che viene tralasciato - è il seguente: è vero che la maggiorparte delle separazioni è consensuale, ma questo in molti casi significa che la causa arriva come consensuale in Tribunale dopo che vi sono stati numerosi incontri e “trattative” fra i coniugi e i rispettivi avvocati per giungere all’accordo. Quindi esiste già una fase “pre giudiziale” importantissima, che consente ai giudici (e alla macchina della giustizia) di affrontare una separazione o divorzio in cui l’accordo è già stato raggiunto negli studi legali.

Tutta questa attività ovviamente (e giustamente) ha un costo per il privato, che certo non verrebbe meno se le trattative fossero svolte dai notai invece che dagli avvocati!

Ricordiamo invece che sia la procedura di divorzio che quella di separazione sono completamente esenti da bolli e imposte.

Per quanto riguarda invece i costi a carico dello Stato, questi potrebbero essere diminuiti eliminando l’udienza delle separazioni e dei divorzi presentati con un accordo già formalizzato, e prevedendo una forma di omologa dell’accordo di tipo amministrativo invece che giudiziale.

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