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	<title>Martacolombo.it &#187; In evidenza</title>
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	<description>il sito dell'avvocato Marta Colombo</description>
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		<title>Separazione con addebito al marito che priva la moglie dei mezzi economici</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 10:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte di Cassazione ha confermato l'addebito della separazione a un marito che aveva vessato per anni la moglie, privandola anche dello stipendio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_29012.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-524" title="IMG_2901" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_29012-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Corte di Cassazione (sentenza n. 26379 del 7 dicembre 2011) ha confermato l&#8217;addebito della separazione a un marito che aveva vessato per anni la moglie, privandola anche dello stipendio.</p>
<p>In sostanza, la Corte ha ritenuto che il comportamento del marito, che costringeva la moglie a consegnargli l&#8217;intero stipendio e le impediva di partecipare alla gestione del ménage familiare,  debba essere considerato come una vera e propria aggressione a beni e diritti fondamentali della persona, in violazione di norme imperative e inderogabili che regolano i rapporti tra i coniugi. In particolare la condotta del marito integra violazioni dei doveri di solidarietà e rispetto nascenti dal matrimonio, talmente gravi da fondare di per sé sole la pronuncia della separazione  <em>&#8220;in quanto cause determinanti la intollerabilità della  convivenza&#8221;</em> con l&#8217;ulteriore conseguenza della<em> </em>dichiarazione di addebitabilità.</p>
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		<title>Buche piene d&#8217;acqua: il Comune deve risarcire pedone caduto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 15:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova sentenza della Cassazione in materia di incidenti: in questo caso non si tratta di sinistri automobilistici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2011/05/buche_strada.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-490" title="buche_strada" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2011/05/buche_strada-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nuova sentenza della Cassazione in materia di incidenti: in questo caso non si tratta di sinistri automobilistici, ma del caso (peraltro assai frequente) di un pedone che  cade sul  marciapiede a causa di una buca, di fatto invisibile perché piena d&#8217;acqua piovana.</p>
<p style="text-align: left;">La Suprema Corte, infatti,  ha precisato che  in questo caso il Comune deve risarcire il pedone per i danni subiti e non può invocare a propria discolpa il &#8220;caso fortuito: infatti, la pioggia non è un evento che possa essere definito fortuito, ma è ampiamente prevedibile e non interrompe la relazione causale fra  la cosa posta sotto la custodia del Comune, cioè il marciapiede sconnesso, e il danno, vale a dire la caduta del pedone.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; evidente che la pioggia occulta le asperità (e le buche) del suolo e le rende quindi insidiose, mentre in assenza di acqua nella buca si<br />
sarebbe potuto configurare un concorso di colpa dell’infortunato, che non  aveva fatto attenzione a dove metteva il piede e non si era accorto delle insidie presenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Novità: consulenze on-line</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 18:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per soddisfare le numerose richieste di vere e proprie consulenze che quotidianamente ci pervengono, comunichiamo che è ora possibile avere un parere personalizzato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/11/tastiera_pc.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-382" title="tastiera_pc" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/11/tastiera_pc-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per soddisfare le numerose richieste di vere e proprie consulenze che quotidianamente ci pervengono, comunichiamo che è ora possibile avere un parere personalizzato al costo di 60,00 euro (comprensivi di IVA e contributo Cassa Previdenza Avvocati).</p>
<p>E&#8217; possibile effettuare il pagamento tramite ricarica di carta PostePay (n.4023 6005 7475 3705) o con Paypal (vedi pulsante di pagamento sulla homepage). In alternativa, comunicando il vostro indirizzo <em>e.mail</em> sarete contattati privatamente e Vi saranno fornite le coordinate bancarie per effettuare un bonifico.</p>
<p>Per comunicare il vostro quesito e gli estremi del pagamento, scrivete all&#8217;indirizzo marta_colombo(chiocciola)libero.it; il parere verrà fornito entro due giorni lavorativi dal pagamento.</p>
<p>Per questioni  complesse, che richiedono uno studio approfondito, lo studio si riserva di chiedere un  importo diverso, che sarà specificato  caso per  caso, e di rispondere entro cinque giorni lavorativi.</p>
<p>Desideriamo precisare che in nessun caso possiamo fornire  consulenze gratuite, sia perché non consentito dal codice deontologico forense,  sia perché le risposte gratuite <em>online </em>costituirebbero una discriminazione a  danno degli altri clienti dello studio.</p>
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		<title>Delibere condominiali: cambiano le maggioranze</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 15:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia è di pochi giorni fa (IlSole24Ore 23 settembre 2010): il Parlamento sta per approvare il testo di legge che contiene le modifiche alle maggioranze....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="article-body group"><a href="../wp-content/uploads/2010/09/img_0656.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-374" title="img_0656" src="../wp-content/uploads/2010/09/img_0656-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La notizia è di pochi giorni fa (IlSole24Ore 23 settembre 2010): il Parlamento sta per approvare il testo di legge che contiene le modifiche alle maggioranze per le assemblee di condominio.</p>
<div class="grid-4 last top">
<p>Finora nelle assemblee di seconda convocazione (praticamente tutte, dato che non accade praticamente mai che si facciano deliberazioni in prima convocazione) occorreva che a votare per una  delibera fossero i condomini che rappresentassero almeno un terzo del totale e un terzo dei millesimi, mentre con la nuova legge  basterà l&#8217;approvazione da parte della<strong> </strong>maggioranza degli intervenuti.</p>
<p>Rimangono, invece, le regole attuali per le delibere da assumere in prima convocazione: la maggioranza degli intervenuti e 500 millesimi; la stessa maggioranza resta necessaria per nominare l&#8217;amministratore e  decidere sulle liti.</p>
<p>Con la riforma dell&#8217;art. 1136 del Codice Civile le innovazioni, dirette al miglioramento o  all&#8217;uso più comodo dei beni comuni, si potranno approvare con la maggioranza degli intervenuti e 500 millesimi, mentre attualmente occorre la maggioranza dei condomini e due terzi dei millesimi.</p>
<p>La maggioranza degli intervenuti più almeno un terzo dei millesimi sarà necessaria anche per le opere che servono a migliorare la  sicurezza e la salubrità degli edifici e degli impianti,  per  eliminare le barriere architettoniche, per il risparmio energetico e per  realizzare parcheggi pertinenziali, installare impianti centralizzati  per la ricezione televisiva, anche satellitare.</p>
<p>La normativa attuale richiede, invece, la maggioranza di tutti i  condomini e, a seconda dei casi, da 500 a due terzi dei millesimi.</p>
<p>Nuova disciplina anche per le  modificazioni delle destinazioni d&#8217;uso e le sostituzioni delle parti  comuni. La norma prevede che le relative delibere siano assunte con la maggioranza degli  intervenuti in assemblea, che rappresentino almeno i due terzi dei  millesimi. Attualmente, invece, la prassi consente di vendere le parti solo con il consenso di tutti i condomini (situazione quasi impossibile).</p></div>
</div>
<div class="group"><span style="display: none;"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/Creatives/pixel.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></span><span id="MaxTicker_01 _RM_DownLoad_Counter" style="display: none; height: 0px; width: 0px;"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilsole24ore.it/10/_03_090_/_norme_tributi_/_edilizia_ambiente/764194178/MaxTicker_01/OasDefault/Autopromo_SGR_990x30_VUOTO/Autopromo_SGR_990x30_VUOTO.html/35643231653739633461636338336430?_RM_EMPTY_" alt="" width="1" height="1" /></span></div>
<p>Infine, per quanto riguarda le modifiche alle parti comuni o di uso esclusivo, la proposta di legge prevede che il  condomino non potrà eseguire opere che possano cambiare la destinazione  d&#8217;uso non solo delle parti comuni ma anche della sua proprietà, se possa  derivarne un danno a parti comuni o individuali altrui, o diminuzione  del loro valore o pregiudizio alla sicurezza, alla stabilità e al decoro  architettonico.</p>
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		<title>Figli &#8220;negati&#8221;: l&#8217;ex coniuge ha diritto al risarcimento</title>
		<link>http://www.martacolombo.it/2010/09/06/figli-negati-lex-coniuge-ha-diritto-al-risarcimento/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sempre più frequenti i casi di genitori separati che non rispettano le decisioni del Giudice sull'affidamento dei figli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2009/06/sentenza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-66" title="sentenza" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2009/06/sentenza-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono sempre più frequenti i casi di genitori separati che non rispettano le decisioni del Giudice sull&#8217;affidamento dei figli: le modalità variano a seconda che si tratti della madre o del padre, perché diversa è &#8211; di solito &#8211; la posizione dell&#8217;uno e dell&#8217;altro rispetto all&#8217;affidamento.</p>
<p>Infatti, di norma accade che i genitori condividano l&#8217;affido dei figli, che però vivono per lo più con la madre: il padre, quindi, è solitamente obbligato a versare alla ex moglie un contributo per il mantenimento dei figli che vivono con lei.</p>
<p>Ecco quindi che da questa struttura dell&#8217;affidamento discendono le due modalità di &#8220;disubbidienza&#8221; o, se vogliamo, di dispetto nei confronti dell&#8217;ex coniuge, ma di cui sono i figli a subire le peggiori conseguenze.</p>
<p>Sono, purtroppo, molto comuni i casi in cui il padre omette di pagare il mantenimento per i figli, costringendo l&#8217;ex moglie a rivolgersi nuovamente al Giudice per ottenere coattivamente il pagamento.</p>
<p>Da parte delle madri, vi è invece un altro tipo di violazione, che consiste nell&#8217;impedire al padre di vedere i figli, adducendo le scuse più varie o addiruttura non facendosi trovare a casa quando il padre viene a prendere il bimbo per il suo &#8220;turno&#8221; di visita.</p>
<p>In relazione a quest&#8217;ultimo tipo di situazione, una recentissima sentenza della Cassazione Penale (n.32562/2010) ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale a un padre al quale la ex moglie impediva sistematicamente di frequentare la figlia quattordicenne.</p>
<p>In sostanza è stato riconosciuta l&#8217;esistenza del danno morale derivante dal reato di &#8220;mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice&#8221;, previsto dall&#8217;art.388 del Codice Penale, in base al quale la ex moglie era già stata condannata a quattro mesi di reclusione.</p>
<p>In casi come questi il genitore che non rispetta la disposizione del Giudice non solo viola il diritto dell&#8217;altro genitore a stare con il figlio, ma anche il corrispettivo diritto del figlio a trascorrere del tempo con il genitore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; estorsione minacciare l&#8217;ex per riavere i regali</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 13:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="p" style="text-align: justify;"><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/08/red_present_box_wrapped.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-343" title="red_present_box_wrapped" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/08/red_present_box_wrapped-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Corte di Cassazione (sentenza n.30463/2010) ha chiarito che la pretesa di restituzione dei regali fatti durante una relazione finita, può integrare gli estremi del reato di estorsione se attuata con minacce e altri soprusi.</p>
<p class="p" style="text-align: justify;">Proprio per questo reato la Cassazione ha confermato la condanna di un giovane di Salerno che, non rassegnandosi alla rottura del fidanzamento, aveva iniziato a perseguitare in ogni modo l&#8217;ex fidanzata, arrivando anche a sequestrarla  seppur temporaneamente.</p>
<p class="p" style="text-align: justify;">L&#8217;uomo aveva minacciato la &#8220;ex&#8221; e i genitori di lei, per farsi restituire i doni fatti alla ragazza  o, comunque, un corrispettivo in denaro; aveva addiruttura preteso la restituzione di tutte le spese da lui sostenute nel corso della relazione.</p>
<p class="p" style="text-align: justify;">I Giudici hanno spiegato che, se il diritto vantato fosse stato tutelato dalla legge, il reato contestato sarebbe stato quello, meno grave, dell&#8217;esercizio arbitrario della proprie ragioni con violenza sulle persone.</p>
<p class="p" style="text-align: justify;">Invece, al giovane è stata contestata l&#8217;estorsione poiché la costrizione da lui  posta in atto mirava a raggiungere un ingiusto vantaggio  (infatti, non è consentito agire giudizialmente per la restituzione di doni fatti per mera liberalità nell&#8217;ambito di una relazione sentimentale).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il telefono non funziona per un mese: Telecom deve risarcire</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 14:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[un mese di blackout del telefono di un avvocato pisano sono costati alla Telecom una condanna al risarcimento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/06/telefono-fisso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-330" title="telefono-fisso" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/06/telefono-fisso-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Come riferisce la pagina web del quotidiano IlTirreno (iltirreno.it), un mese di blackout del telefono di un avvocato pisano sono costati alla Telecom una condanna al risarcimento di 1.033 euro per mancata riparazione del guasto, 1.000 euro per danno  esistenziale e 1.689 euro  per spese legali.</p>
<p>Lo ha stabilito in una recente sentenza il Giudice di Pace di Pisa, cui il professionista si era rivolto citando in giudizio la Telecom che non aveva riparato un guasto alla linea telefonica, nonostante  i ripetuti solleciti al 187.<br />
In particolare, il Giudice di Pace ha rilevato che &#8220;a causa  dell&#8217;inadempimento da parte dell&#8217;operatore telefonico,  l&#8217;attore si è trovato privo del servizio telefonico per ben 27 giorni, oltre  ad una serie indefinita di giorni nei quali la linea telefonica risultava  disturbata».</p>
<p>Con il proprio negligente comportamento la  Telecom Italia spa ha cagionato all&#8217;avvocato un danno &#8220;esistenziale&#8221;, non avendo dimostrato che il ritardo nella riparazione non era dipeso da propria colpa.</p>
<p>Infatti, la  ritardata riattivazione del servizio telefonico è un inadempimento  contrattuale da cui deriva danno esistenziale, consistente nell&#8217;impossibilità di disporre subito del servizio e nei disagi che l&#8217;utente ha dovuto affrontare per provvedere diversamente e per sollecitare la società ad adempiere.</p>
<p>Ciò risulta tanto più giustificato se si considera che il telefono è, per un avvocato come per altri professionisti, un mezzo indispensabile per lavorare e per mantenere i contatti con la propria clientela.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mamma malataè più importantedella visita fiscale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 16:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lavoratore in malattia è assente giustificato se alla visita fiscale non si trova in casa perché andato a trovare mamma malata]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/03/ospedale-apertura.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-276" title="ospedale-apertura" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/03/ospedale-apertura-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">Una recente sentenza della Cassazione ha sottolineato che l&#8217;esigenza di solidarietà e di vicinanza  familiare  è senz’altro meritevole di tutela nell’ambito dei rapporti etico sociali garantiti dalla Costituzione; pertanto, un lavoratore in malattia </span>è assente giustificato se alla visita fiscale non viene trovato a casa perché è andato a trovare mamma malata.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;"> In questo modo, la  sezione Lavoro della Corte ha respinto il ricorso dell’Inps che non voleva riconoscere l’indennità di malattia ad un lavoratore che non era stato trovato a casa dal medico fiscale nella fascia oraria prevista per le visite. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">L&#8217;assenza da casa (nonostante la malattia), era dovuta al fatto che egli si era recato a fare visita alla madre ricoverata in un centro di riabilitazione a seguito di un intervento cardiochirurgico; rimasto poi intarappolato nel traffico, l&#8217;uomo era rincasato non in tempo per la visita fiscale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial;">La sentenza 5718/2010 ha respinto il ricorso dell’Inps, che non voleva pagare l&#8217;indennità di malattia,  e ha evidenziato che &#8220;la situazione addotta dal lavoratore e accertata dal giudice configura un’esigenza di solidarietà e di vicinanza familiare senz’altro meritevole di tutela nell’ambito dei rapporti etico sociali garantiti dalla Costituzione&#8221;. </span></p>
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		<title>Turismo: risarcimentose la spiaggia non ècome nel depliant</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 16:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sentenze]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[danno]]></category>
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		<category><![CDATA[tour operator]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza rovinata]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone notizie per chi va in vacanza e si ritrova in un luogo diverso da quello fotografato sul depliant del tour operator]]></description>
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<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/03/gita-in-barca-riserva-dello-zingaro-11-mare.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-265" title="gita-in-barca-riserva-dello-zingaro-11-mare" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/03/gita-in-barca-riserva-dello-zingaro-11-mare-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="font-family: Arial;">Buone notizie per chi va in vacanza e si ritrova in un luogo diverso da quello fotografato sul depliant del tour operator.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">Infatti, la Corte di Cassa</span><span style="font-family: Arial;">zione ha confermato la condanna di un rinomato tour operator a risarcire una coppia friulana che aveva scelto un &#8220;pacchetto&#8221; per una vacanza a Creta.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">Una volta giunti nel Club Vacanze dell&#8217;isola, marito e moglie si trovarono di fronte a una brutta sorpresa: la spiaggia era sporca e il mare era inquinato da idrocarburi. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">I due avevano quindi protestato con la propria agenzia viaggi, rifiutando però di trasferirsi in un altro albergo in cambio dell’impegno a non intraprendere alcuna azione legale. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">Tornati in Italia chiesero i danni al tour operator e in primo grado persero la causa, ma i giudici d&#8217;appello diedero ragione a loro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">La Cassazione ha confermato la condanna affermando che  il tour operator, sottoponendo al cliente un pacchetto turistico &#8220;tutto compreso&#8221; basato su un depliant illustrativo e su una proposta articolata, assume uno specifico obbligo, soprattutto di tipo</span><span style="font-family: Arial;"> qualitativo, riguardo a modalità di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi ecc., che vanno esattamente adempiuti. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">La coppia ha ricevuto quindi un risarcimento di 1.163 euro per la vacanza rovinata, comprendente anche il rimborso delle spese sostenute per trasferirsi in una spiaggia pulita.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"> </span></h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Le liti condominiali riguardano spessola presenza di cani</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 15:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Colombo</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
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		<category><![CDATA[feriti]]></category>
		<category><![CDATA[lite]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che siano in forte aumento le liti in condominio che sono motivate dalla presenza di cani e di altri animali negli appartamenti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a href="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/01/cats-and-dogs_1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-219" title="cats-and-dogs_1" src="http://www.martacolombo.it/wp-content/uploads/2010/01/cats-and-dogs_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Pare che siano in forte aumento le liti in condominio che sono motivate dalla presenza di cani e di altri animali negli appartamenti. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">In base ai dati forniti dall&#8217;</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">AIDAA (</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Associazione Italiana Difesa  Animali e Ambiente),</span><span style="font-size: 10pt;"> </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> i cani rappresentano il 70% del totale, seguono i  gatti con il 26%, i conigli con il 2%, mentre il restante 2% è riferito ad altri  animali (tartarughe, uccelli canterini).</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Più della metà delle richieste relative ai cani riguarda il presunto disturbo provocato dall’abbaiare dei cani durante le ore di riposo e in quelle notturne. Seguono questioni legate all’uso di ascensori e degli spazi condominiali pubblici da parte dei cani e dei loro padroni. Sono in aumento anche le proteste relative alla presunta poca pulizia degli escrementi lascia dagli animali negli spazi/giardini condominiali.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Nel corso del 2009 sono state 54 le  liti degenerate che hanno provocato feriti.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Per quanto riguarda gli altri animali da segnalare che la stragrande maggioranza delle segnalazioni relative ai gatti riguarda la poca tolleranza relativa alla presenza di colonie feline nei condomini, che invece sono tutelate dalla legge 281 del 91.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Le regioni dove si litiga di più per  gli animali in condominio sono la  Lombardia e il Piemonte, seguite da Lazio, Veneto, Emilia e  Toscana; si litiga molto poco invece in Valle  d’Aosta, Molise, Liguria e Basilicata.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Le città dalle quali sono pervenute  il maggior numero di richieste di consulenze all&#8217;Aidaa (e nelle quali si litiga di più)  sono Milano, Roma, Parma, Padova e Vicenza.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Più  della metà delle richieste relative ai cani riguarda il presunto disturbo  provocato dall’abbaiare dei cani durante le ore di riposo e in quelle notturne.  Seguono questioni legate all’uso di ascensori e degli spazi condominiali  pubblici da parte dei cani e dei loro padroni. Sono in aumento anche le proteste  relative alla presunta poca pulizia degli escrementi lascia dagli animali negli  spazi/giardini condominiali.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Per quanto riguarda gli altri  animali, lamaggioranza delle segnalazioni relative  ai gatti riguarda la poca tolleranza relativa alla presenza di colonie feline  nei condomini, che invece sono tutelate dalla legge 281 del 91.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">In realtà, analizzando meglio i dati relativi alle  liti condominiali e tra vicini di casa relative alla presenza di cani, gatti e  altri animali, si rileva che nella maggioranza dei casi i motivi veri del  contendere non riguardano direttamente gli animali, i quali sono solamente un pretesto per dispute famigliari o tra vicini che hanno  origini antiche nel tempo. Si tratta, quindi, di liti che potrebbero esplodere per qualsiasi altro contrasto non legato  alla presenza di animali. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Vale la pena ricordare che oltre la metà delle  liti di condominio sono dettate da futili motivi (esempio classico il bucato gocciolante dell’inquilino del piano di sopra). </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Quindi spesso gli animali sono  oggetto di liti delle quali non sono minimamente responsabili. C’è poi la  necessità di modificare o applicare correttamente molti regolamenti  condominiali, in quanto molto spesso i regolamenti di condominio non sono  assolutamente in linea con  le normative nazionali  e regionali sulla tenuta degli animali in condominio. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Comunque, non si può ignorare in molti casi (15% delle richieste di intervento&#8230;.), il motivo della lite è dovuto principalmente alla poca cura  dei proprietari per il comportamento dei propri animali, ed in particolare dei  cani, all’interno degli spazi condominiali pubblici. </span></p>
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