Archive | Casi italiani

Anche il coniuge separato ha diritto al risarcimento
se l’altro muore in incidente

Publicato il 22 marzo 2013 by Marta Colombo

L’ex coniuge ha diritto al risarcimento se l’altro coniuge muore in un incidente. Ma questo può accadere solo se i due erano rimasti in buoni rapporti.

La Terza sezione civile della Cassazione (sentenza 1025/2013) ha confermato il risarcimento di 25 mila euro stabilito dalla Corte d’Appello a favore di un marito separato di Milano,  a titolo di danno per la scomparsa della ex moglie, avvenuta in seguito ad un incidente stradale.
Secondo la Cassazione, «il risarcimento del danno non patrimoniale come pregiudizio morale può essere
accordato ad un coniuge per la morte dell’altro anche se vi sia tra le parti uno stato di separazione
personale, purchè si accerti che l’altrui fatto illecito», in questo caso l’incidente stradale, «abbia provocato
nel coniuge superstite quel dolore e quelle sofferenze morali che solitamente si accompagnano alla morte di
una persona più o meno car
a».
La separazione, infatti, sottolinea la Suprema Corte, «in sè e per sè non è di ostacolo al riconoscimento del
risarcimento del danno non patrimoniale. È tuttavia necessario dimostrare che, nonostante la separazione,
sussista ancora un vincolo affettivo particolarmente intenso, con la conseguenza che l’evento morte ha
determinato un pregiudizio in capo al superstite
».
(fonte Adnkronos 17-GEN-13)

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Il convivente non può
essere cacciato da casa

Publicato il 22 marzo 2013 by Marta Colombo

La seconda sezione civile della Cassazione ha affermato il principio secondo cui  non è lecito, anche se il rapporto sentimentale è finito, cacciare l’ex compagno, repentinamente e con violenza, dalla casa dove si è svolta per anni la convivenza.

In questo caso la cassazione ha dato ragione all’uomo “buttato fuori” di casa dalla ex convivente, ma il principio può valere anche nel caso in cui sia l’uomo a estromettere l’ex compagna. (fonte AGI – 21.03.2013).

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La mamma malata
è più importante
della visita fiscale

Publicato il 24 marzo 2010 by Marta Colombo

Una recente sentenza della Cassazione ha sottolineato che l’esigenza di solidarietà e di vicinanza  familiare  è senz’altro meritevole di tutela nell’ambito dei rapporti etico sociali garantiti dalla Costituzione; pertanto, un lavoratore in malattia è assente giustificato se alla visita fiscale non viene trovato a casa perché è andato a trovare mamma malata.

In questo modo, la sezione Lavoro della Corte ha respinto il ricorso dell’Inps che non voleva riconoscere l’indennità di malattia ad un lavoratore che non era stato trovato a casa dal medico fiscale nella fascia oraria prevista per le visite.

L’assenza da casa (nonostante la malattia), era dovuta al fatto che egli si era recato a fare visita alla madre ricoverata in un centro di riabilitazione a seguito di un intervento cardiochirurgico; rimasto poi intarappolato nel traffico, l’uomo era rincasato non in tempo per la visita fiscale.

La sentenza 5718/2010 ha respinto il ricorso dell’Inps, che non voleva pagare l’indennità di malattia,  e ha evidenziato che “la situazione addotta dal lavoratore e accertata dal giudice configura un’esigenza di solidarietà e di vicinanza familiare senz’altro meritevole di tutela nell’ambito dei rapporti etico sociali garantiti dalla Costituzione”.

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Bambini allontanati dalle famiglie: è sempre necessario?

Publicato il 12 febbraio 2010 by Marta Colombo

Un tema drammaticamente attuale è quello dei bambini e ragazzi che ogni anno vengono sottratti alle famiglie da un provvedimento giudiziario del Tribunale per i Minorenni.

In molti casi questi allontanamenti  sono ponderati e giustificati da effettive situazioni di degrado e di violenza, ma spesso accade che i bambini, anche molto piccoli, siano allontanati dai genitori per sei semplici “sospetti” non suffragati da indagini approfondite.

Il caso più eclatante degli ultimi anni è quello dei due ragazzini – fratello e sorella – di Basiglio (provincia di Milano), che vennero prelevati all’uscita di scuola e tenuti in una comunità per oltre due mesi perché la maestra aveva trovato sotto il banco della bimba un disegno a sfondo sessuale (mentre in realtà il disegno era stato fatto da una compagna di classe, che lo aveva messo sotto il banco per fare un dispetto).

Senza arrivare a casi così drammatici, è esperienza frequente che i minori vengano allontanati dalla famiglia in base a accertamenti superficiali o addirittura dando credito alla denuncia di un genitore contro il coniuge senza compiere i necessari approfondimenti.

Infatti, l’allontanamento dovrebbe essere la soluzione estrema e solo nei casi più gravi, in cui il dramma di essere collocati in comunità è meno grave del dramma che il minore è costretto a vivere in famiglia.

Invece, spesso basta  l’ “impressione”  che il minore abbia subito abusi, o una asserita “inadeguatezza” dei genitori per togliere il bambino dal suo nucleo familiare.

Senza contare che poi il procedimento davanti al Tribunale per i Minorenni ha tempi lunghissimi e che quindi la permanenza in comunità può durare anche anni…

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Volo cancellato o in ritardo? c’è il rimborso

Publicato il 02 settembre 2009 by Marta Colombo

L’estate è periodo di vacanza, di riposo e relax…. ma a volte diventa invece fonte di ansia e soprattutto di rabbia: questo accade ad esempio quando i voli aerei vengono improvvisamente cancellati, oppure subiscono ritardi, a volte di molte ore, costringendo i passeggeri a bivaccare in aeroporto in attesa di poter partire.

E’ quello che è accaduto a un cittadino catanese che doveva partire da Pisa alla volta di Catania, con scalo a Fiumicino: giunto all’aeroporto di Pisa ha appreso che il volo era stato cancellato.

Ne è seguita una vera e propria odissea: dopo circa tre ore di attesa senza informazioni e assistenza, è stato portato a Roma in pullman, arrivando a Fiumicino all’una e mezza di notte; alle tre di notte, dopo aver atteso oltre un’ora, è stato trasportato in albergo, per essere ritrasferito, dopo poche ore, a Fiumicino con successivo imbarco sul volo Roma-Catania delle ore 8.55.
La Cassazione ha affermato il  diritto di questo passeggero alla “compensazione pecuniaria” e al risarcimento dei danni subiti, così come previsto dal Regolamento comunitario n. 261/2004, entrato in vigore nel febbraio del 2005, ravvisando inoltre che non era stata fornita al
passeggero l’adeguata assistenza prevista sempre dal regolamento comunitario. Da
qui la condanna della compagnia aerea al pagamento della somma di € 250,00, quale
compensazione pecuniaria, e di € 550,00 a titolo di risarcimento danno patrimoniale
ed esistenziale.

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Il parcheggio del supermercato è area aperta al traffico

Publicato il 31 luglio 2009 by Marta Colombo

Il 23 luglio scorso la Corte di Cassazione ha emesso una importante ordinanza (n.17279/2009) in materia di circolazione stradale.

Infatti, nell’ordinanza viene affermato il principio che il parcheggio di un supermercato  deve essere considerato come area aperta al pubblico e adibita al normale traffico veicolare, anche se si tratta  di una proprietà privata e situata al piano interrato di un edificio.

La conseguenza importante è che la circolazione all’interno dei parcheggi diventa soggetta all’articolo 2054 del codice civile (che disciplina la responsabilità per i danni causati dalla circolazione di veicoli), nonché alle norme sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli: pertanto chi subisce un danno può rivolgersi all’assicurazione per il risarcimento.

La motivazione della decisione sta nella considerazione che le aree di parcheggio dei supermercati, anche se private quanto alla proprietà, al possesso o alla detenzione, “sono ormai luoghi di continuo e intenso traffico veicolare, sicché non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale“.

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Canone RAI, digitale terrestre e… vacanze

Publicato il 17 giugno 2009 by Marta Colombo

Come ampiamente pubblicizzato da tutti i telegiornali, da qualche settimana in alcune regioni d’Italia è necessario avere il decoder per il digitale terrestre per poter vedere alcuni canali RAI e Mediaset.

Lo Stato darà un contributo ai meno abbienti per l’acquisto del decoder, mentre tutti gli altri dovranno per forza acquistarlo di tasca propria, altrimenti non potranno più vedere i programmi televisivi.

A  questo proposito il Codacons, sempre in prima linea nella difesa dei consumatori, ha già predisposto un causa davanti al Giudice di Pace, a tutela di un cittadino romano, per ottenere la restituzione del prezzo del decoder, il cui acquisto si è reso necessario a causa del passaggio “forzato” al digitale terrestre.

Senza contare che il signore romano aveva regolarmente ha pagato il canone per la visione dei tre canali della rete di Stato, ed ora è costretto a pagare nuovamente per poter vedere RaiDue!
L’associazione ha deciso di assisterlo e annuncia quindi la prima causa dinanzi al Giudice di pace di Roma relativa al digitale terrestre.
Citeremo in giudizio il Ministero delle comunicazioni e la Rai - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - chiedendo la restituzione dei 49,90 euro pagati dall’utente per l’acquisto del decoder o, in alternativa, uno sconto di equivalente importo sul canone Rai per il prossimo anno‘.
E’ prevedibile che, se la causa “pilota” dovesse avere successo, il Codacons avvierà migliaia di altre azioni simili, a tutela di cittadini e consumatori tartassati da continui esborsi.

Sempre il Codacons attacca la Rai anche su un altro fronte: oggi 17 giugno (siamo ancora in primavera…) sono stati, infatti, presentati i nuovi palinsesti Rai per il prossimo autunno.

In sostanza, ciò  conferma la tradizione Rai di andare letteralmente in vacanza da giugno a settembre compresi, trasmettendo solo repliche viste e straviste di vecchie serie televisive.
Il Codacons si domanda ad esempio, “con tutte le nuove serie di telefilm esistenti (ad esempio su Raidue, NCIS, Numb3rs, Cold Case, Criminal minds, Senza traccia …) come sia possibile che Raiuno, l’ammiraglia Rai, non trovi nulla di meglio che replicare per l’ennesima volta “L’ispettore Derrick’, in onda ininterrottamente dal 1979, “Il commissario Rex’ (in onda ininterrottamente dal 1997), “La signora in giallo’ (in onda dal 1984), “Un medico in famiglia’ e “Le sorelle McLeod‘.

Anche questa appare come una grave lesione dei diritti di chi paga regolarmente il canone per un anno, ma poi nei tre mesi estivi si vede propinate solo repliche di telefilm di vent’anni fa.

Almeno una volta c’erano i Giochi senza frontiere…

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I pedoni non hanno sempre ragione

Publicato il 16 giugno 2009 by Marta Colombo

Brutta avventura per un signore di Massa che aveva attraversato la strada lontano dalle strisce pedonali: non solo è stato investito da un’auto ma, oltre alle lesioni fisiche subite, si è visto recapitare dal Comune di Massa anche una multa per violazione del codice della strada per «aver attraversato la carreggiata senza servirsi dei passaggi pedonali».

La sanzione è stata poi confermata dalla Cassazione con la sentenza n.11421.

A questo proposito ricordiamo che, in base al Codice della Strada (art.190), i pedoni devono attraversare servendosi degli appositi attraversamenti pedonali, e la violazione di questo obbligo comporta una sanzione da €.23 a €.92.

Solo se non ci sono strisce pedonali o semafori a meno di 100 metri di distanza, il pedone è autorizzato ad attraversare ma deve evitare qualsiasi situazione di pericolo e dare la precedenza ai veicoli.

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