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può esistere un danno da “ingiustizia digitale”?

Publicato il 17 settembre 2012 by Marta Colombo

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Leggendo il sito  www.corriere.it di sabato 15 settembre mi sono imbattuta nella notizia relativa a una sentenza del Giudice di Pace di Trieste.

Il caso riguarda una signora ed i suoi tre figli che, a causa di un disservizio del gestore telefonico, erano rimasti per quattro mesi senza connessione a internet e per due mesi senza telefono. Dopo un tentativo di conciliazione al Corecom, che aveva dato esito negativo, la signora si era rivolta al Giudice di pace, che ha condannato l’operatore telefonico a risarcirle non solo il danno patrimoniale (1.600 euro) ma anche quello “esistenziale” (800 euro) per lo stress patito a causa dell’impossiblità di connettersi a internet e di telefonare.

In sostanza il Giudice ha ritenuto dimostrata da parte della donna la sofferenza patologica e il turbamento dovuto alla mancanza di connessione tale da configurare una situazione di “disuguaglianza digitale” anche per i figli, impossibilitati ad accedere a internet per studiare.

Sembra uno dei classici casi destinati a creare un precedente, ma ovviamente occorrerebbe leggere tutta la sentenza per capire bene  in base a quale ragionamento giuridico è stato ritenuto sussistente il danno esistenziale che la Cassazione (con la ormai famosa sentenza delle Sezioni Unite n.26972 del 11.11.2008) ha ricompreso nell’ambito del “danno non patrimoniale”, limitandolo a situazioni in cui sia accertata la lesione di diritti inviolabili della persona riconosciuti dalla costituzione.

L’impossibilità – pur se temporanea – di collegamento a internet  lede del diritto di uguaglianza rispetto a chi invece dispone di una connessione?

Per quanto mi riguarda, ho trovato molto efficace e veloce la conciliazione al Corecom (comitato regionale per le comunicazioni), l’organo di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale. La domanda di conciliazione è gratuita e può essere proposta da chiunque abbia subito un disservizio o abbia un problema contrattuale con il proprio operatore telefonico. Non si ottengono risarcimenti perchè non si tratta di un giudizio in cui vengono attribuiti torti e ragioni; in molti casi si arriva a un accordo con il gestore e, per le situazioni di maggior disagio, si può avere un indennizzo economico.

2 Commento/i a questo articolo

  1. Giampiero de Donato dice:

    Cara Marta, che in questo caso la conciliazione stragiudiziale abbia dato buoni risultati è credibile. Tuttavia, mi viene da pensare, si potrebbe trattare di un caso isolato o quantomeno minoritario. Compagnie telefoniche ed assicurative non sono così solite presentarsi, nella nostra esperienza.

  2. Marta Colombo dice:

    @Giampiero de Donato/ Al Corecom le compagnie telefoniche sono sempre presenti, perché per quel tipo di controversie il tentativo di conciliazione è obbligatorio. Peraltro, se la convocazione del Corecom arriva oltre trenta giorni dal deposito della domanda, l’utente può rivolgersi all’autorità giudiziaria.

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