Buone notizie per chi va in vacanza e si ritrova in un luogo diverso da quello fotografato sul depliant del tour operator.
Infatti, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un rinomato tour operator a risarcire una coppia friulana che aveva scelto un “pacchetto” per una vacanza a Creta.
Una volta giunti nel Club Vacanze dell’isola, marito e moglie si trovarono di fronte a una brutta sorpresa: la spiaggia era sporca e il mare era inquinato da idrocarburi.
I due avevano quindi protestato con la propria agenzia viaggi, rifiutando però di trasferirsi in un altro albergo in cambio dell’impegno a non intraprendere alcuna azione legale.
Tornati in Italia chiesero i danni al tour operator e in primo grado persero la causa, ma i giudici d’appello diedero ragione a loro.
La Cassazione ha confermato la condanna affermando che il tour operator, sottoponendo al cliente un pacchetto turistico “tutto compreso” basato su un depliant illustrativo e su una proposta articolata, assume uno specifico obbligo, soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalità di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi ecc., che vanno esattamente adempiuti.
La coppia ha ricevuto quindi un risarcimento di 1.163 euro per la vacanza rovinata, comprendente anche il rimborso delle spese sostenute per trasferirsi in una spiaggia pulita.




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marzo 31st, 2010 at 05:12
Spesso nei depliant delle agenzie di viaggio si vedono foto con posti davvero allettanti: mare blu, spiagge bianchissime, palme. Poi si arriva sul posto e non dico che tutto fa schifo ma quasi. Anche in questi casi si può chiedere un risarcimento?
marzo 31st, 2010 at 10:20
Occorre valutare la singola situazione, ovviamente. Nel caso esaminato dalla Cassazione la spiaggia era sporca e il mare inquinato con idrocarburi, quindi si trattava di una totale difformità rispetto a quanto reclamizzato.